FIONA MAY The Energy

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OLIMPIA
icon7  view post Posted on 3/5/2007, 11:43Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 10/12/2009, 01:33


Qualche giorno fà ho scoperto questo libro "OLIMPIA" del giugno 2004 .. della Gallucci Editore, un libro di Gaia Piccardi. E' logicamente presente pure la nostra FIONA.. è pure in copertina. Non l'ho ancora letto .. quindi vi aggiornerò in seguito se mai .... ;)

Le mamme corrono per l'oro olimpico.
Le campionesse fanno i calendari.
Le signore invadono i fitness center.
Le islamiche stracciano velo e record.
Le quarantenni vanno forte.
Le ragazzine guadagnano milioni.

Da Fiona May a Lima Azimi, la rivoluzione rosa nello sport!

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view post Posted on 12/6/2007, 20:51Quote
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Ecco cosa dicono di Fiona! Fonte libro OLIMPIA della Gallucci Editore

IL VOLO DI FIONA


IL 18 luglio 2002 Fiona May ha partorito Larissa e ogni volta che stacca i piedi dalla pedanadel salto in lungo sentendosi più felice e più leggera, pensa alla sua più grande vittoria.
"La nascita di Larissa mi ha dato una tranquillità inaspettata e sorprendente. Mi sento molto cambiata: ora nella mia vita c'è qualcosa di ben più importante dei salti. Mi sento più forte e più completa."
Per chi non crede al caso, c'è qualcosa che rimanda allo sport anche nel nome che Fiona e il marito Gianni Iapichino hanno scelto per la bimba.
"Larissa" sembrava pensato in funzione di Atene, quasi un augurio che sotto l'Acropoli la May riuscisse a conquistare la medaglia d'oro olimpica, l'unica che le manca. "Larissa in greco sognifica felicità. In Grecia c'è addirittura una cittadina che si chiama così. Vedete, tutto riporta all'Olimpiade: è un cerchio che si chiude dopo 10 anni di carriera".
Fiona, inglese gambelunghe di Slough naturalizzata nel 1994 dal matrimonio, oggi si guarda allo specchio e vede molto di più della sua immagine riflessa. Ammira una bella signora di 34 anni ("Di me non mi piacciono due o tre particolari, ma non li rivelerei nemmeno sotto tortura..") che tifa per la Fiorentina e quando è di luna buona sa preparare squisite torte al limone nel forno del casale di Calenzano, vicino a Firenze. Otto cani e un gatto gironzolano nel cortile aspettando le attenzioni dell'inglese più italiana d'Italia.
Nello specchio può verificare i progressi della signora Iapichino, che a 12 anni abbandonò la danza per l'atletica, a 14 anni saltava già 6 metri e 20 centimetri, nell'87 sbancava gli Europei juniores e il 12 maggio 1993 in tailleur scuro e perle ai lobi sposava un'ex promessa del salto con l'asta, diventando cittadina italiana,
Papà Winston e mamma Sarah, giamaicani, capirono sin da quando era in culla che questa ragazza ombrosa lunga 181 centimetri nella vita sarebbe andata in cerca del salto perfetto. "Non l'ho ancora trovato".
Il salto non si annuncia. Semplicemente, accade. Gli ingredienti sono rincorsa, stacco, atterraggio e testa. Un frullato di strordinario equilibrio tra tecnica e psicologia, corpo e mente. E quando ti sei sollevata dal tartan della pista e sei là, sospesa nell'arco del salto, accade tutto così in fretta che non c'è modo di controllare ciò che frulla nei circuiti celebrali.
Te ne accorgi quando hai già il sedere per terra, la sabbia in bocca e nelle scarpe, il fiato mozzo e lo sguardo puntato verso il tabellone che ti dirà la misura di quanto hai fatto. Di quello che sei. E' più facile fare una gustosa torta al limone che un salto perfetto.
Per predisporsi all'evento, Fiona ha cominciato a praticare yoga. E ha concepito Larissa. "La più bella esperienza che abbia mai vissuto. Con Gianni l'avevamo deciso da tempo". .........

Continua....................

 
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view post Posted on 13/6/2007, 13:41Quote
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Eccomi quà con la continuazione...

Dopo i Mondiali di Edmonton, dove sedici anni prima aveva vinto l'oro jumiores e preso per mano un ragazzo italiano che era troppo timido per invitarla a ballare e che sarebbe diventato suo marito, ha staccato la spina. "Desideravo dedicarmi a me stessa come donna e come moglie nella nuova casa di Calenzano. Desideravo mettere al mondo un piccolo Iapichino".
Adesso che la Iapichina è arrivata, che il dolore delparto si è sciolto nei meandri della memoria, adesso che il senso di pesantezza che l'ha accompagnata per nove mesi è svanito nella gioia della maternità, Fiona ammette che era già in gara molto prima dell'estate olimpica.
Di notte sognava lo stadio, la prova del lungo, saltava e risaltava nella buca della sabbia durante i suoi meravigliosi viaggi onirici con accanto Larissa.
La sua vita è cambiata. Durante la gravidanza ha inevitabilmente perso la forza esplosiva, quell'innata capacità di contrazione dei muscoli che le ha permesso di vincere due argenti olimpici, due ori, un argento e un bronzo mondiali, un argento e un bronzo europei. Dagli Europei di Helsinki '94 è sempre salita sul podio.
A sydney un'altra mamma con le molle nelle gambe, l'immensa Heike Drechsler, oro nel salto in lungo ai Giochi 2000, le ha passato il testimone. Dopo la gara ha abbracciato Fiona in lacrime: "Ho vinto e ora posso ritirarmi", le ha sussurrato, "lascio a te il mio regno".
Dalla nascita della figlia anche la soddisfazione del podio ha un altro sapore. "Lo devo a lei, questo è certo". La sua giornata è cambiata: "Larissa dorme tutta la notte, si sveglia alle 7, le dò da mangiare e la cambio. E la sera andiamo a letto insieme, intorno alle nove". Vita da mamma, prima ancora che vita da atleta.
Non allatta più ("Sono passata al latte artificiale") e se non fosse per il tono muscolare, allentato dall'inattività e ricreato con duri allenamenti alla scuola nazionale di Formia, Fiona non si sarebbe nemmeno accorta di essere rimasta ferma: "Nei nove mesi di gravidanza ero ingrassata quindici chili". Smaltiti in un salto.
Larissa ha avuto il merito di addolcire il fisico e il carattere di Fiona. Sentir crescere una creatura dentro di sè ha avuto l'effetto di un'illuminazione. Dall'interno. "Ora mi sento migliore come donna e come atleta". Persino l'approccio alla gara si è trasformato: "A volte, in passato, quando ero in pedana non mi sentivo tranquilla, stavo troppo attenta a cosa facevano le avversarie con il rischio di disperdere la mia concentrazione".
Dicono che ha un caratteraccio, che quando si mette in testa una cosa è impossibile farle canbiare idea. "Sono fatta così". Sussurrano che quando Fiona dice "adesso si fà a modo mio", apriti cielo, è l'inizio della fine. Ma, spesso, anche delle medaglie. "Alla vigilia di una gara sono fredda, distante. Non ho voglia di parlare, non ho nullada dire. Devo stare bene io, anche a costo di apparire antipatica o maleducata. C'è chi ci rimane male, ma con i miei metodi i risultati arrivano".
Con il parto qualcosa si è mosso, ed è bellissimo individuare il movimento di quel qualcosa che non ha nome nè definizione. E' un potere sottile, una vibrazione impalpabile ma netta: "Ora mi sento più forte e più completa. Più sicura dei miei mezzi. Quando salto ho addirittura la sensazione di avere più sensibilità, mi sento più lucida".
Il miracolo di Larissa è compiuto.


FONTE "OLIMPIA" di Gaia Piccardi - Gallucci Edotore

 
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